
Nel settore chimico ed energetico, il monitoraggio del livello nei serbatoi è una funzione critica che richiede misurazioni affidabili, continue e accessibili da remoto. WIKA, attraverso l’azienda Sensile Technologies – divisione del Gruppo, propone una soluzione telemetrica completa, con oltre 25 anni di esperienza e più di 100.000 serbatoi monitorati in oltre 70 paesi.
La telemetria non si limita alla lettura del livello: consente di anticipare i rifornimenti, evitare carenze e ottimizzare la logistica. Grazie alla visualizzazione remota dei dati, all’analisi storica e alle previsioni di consumo, il monitoraggio diventa predittivo. In contesti critici – come aree esplosive, serbatoi interrati o siti remoti – sono essenziali autonomia energetica, tenuta stagna e trasmissione a lungo raggio.
per la gestione dei datiLa soluzione prevede la misurazione idrostatica del livello sul fondo del serbatoio tramite un sensore sommergibile come la sonda di livello immerbigile a sicurezza intrinseca modello LS-1000, la trasmissione a lungo raggio attraverso il modulo IIoT NETRIS® (LPWAN) o NETRIS®2 (cellulare GSM/4G), e la gestione dei dati tramite il portale Oil Link
oppure tramite integrazione API con il sistema informatico del cliente. Questa configurazione riduce al minimo il cablaggio, si adatta perfettamente a siti privi di alimentazione elettrica e garantisce elevata disponibilità anche in condizioni ambientali complesse.

Sonda di livello immergibile a sicurezza intrinseca modello LS-1000
Principio di misurazione idrostatica della sonda di livello LS-1000
La sonda di livello LS-1000 traduce la pressione esercitata dalla colonna di liquido in un dato preciso di livello. Installato nel punto più basso del serbatoio, fornisce misurazioni continue su altezze tipiche da 1 a 10 metri…, garantendo stabilità nel tempo e una precisione pari a ±0,5%. La sua struttura interamente in acciaio inox saldato e la protezione IP68 assicurano una perfetta tenuta anche in ambienti difficili. Il cavo, dotato di pressacavo integrato, mantiene nel tempo la connessione e l’integrità meccanica, anche in serbatoi interrati o di difficile accesso.
Trasmissione IIoT a lungo raggio con NETRIS®
Il modulo NETRIS® è disponibile in due versioni: LPWAN (LoRaWAN®) per la massima autonomia operativa e NETRIS®2 cellulare, con SIM integrata compatibile con GSM (2G), LTE Cat M1 o NB-IoT. Entrambi i moduli funzionano in modo autonomo per diversi anni, grazie a una batteria a lunga durata. Offrono inoltre la modalità ripetitore RF per ambienti complessi, l’opzione GPS per serbatoi mobili e la possibilità di monitorare più serbatoi con un’unica unità. Sono certificati CE e ATEX/IECEx e operano in un ampio intervallo di temperatura, da −30 °C a +60 °C.
L’installazione inizia con l’immersione controllata del sensore attraverso un’apertura standard del serbatoio. Il collegamento al modulo NETRIS® avviene in modo diretto, mentre la calibrazione e la configurazione delle soglie di allarme vengono effettuate tramite interfaccia web. Una volta attivata la connessione, i dati di livello sono visibili in tempo reale sulla piattaforma Oil Link
, insieme allo storico delle misurazioni e agli indicatori di tendenza utili per la pianificazione. L’integrazione via API consente di alimentare sistemi SCADA, TMS/ERP o strumenti di ottimizzazione dei percorsi.
Nelle applicazioni industriali, la gestione del rischio si basa su componenti hardware robusti – come la protezione IP68 e la struttura in acciaio inox saldato – e su certificazioni ATEX/IECEx laddove richiesto. I collegamenti radio a basso consumo energetico contribuiscono a ridurre le superfici di attacco. I dati raccolti tramite Oil Link
sono ospitati in data center sicuri e ridondanti, mentre la gestione degli allarmi supporta la continuità operativa. L’assenza di collegamento alla rete elettrica elimina le vulnerabilità legate all’alimentazione in loco.
La soluzione è impiegata per il monitoraggio di serbatoi contenenti olio combustibile, diesel, lubrificanti, oli esausti e prodotti chimici come AdBlue, antigelo, solventi e additivi. È particolarmente adatta a stazioni di servizio, depositi e serbatoi interrati, dove la lettura remota sostituisce i giri di ispezione, riduce le consegne urgenti e migliora la pianificazione degli acquisti e dei trasporti.
Grazie alla disponibilità di dati di livello affidabili e utilizzabili, la soluzione consente di anticipare i fabbisogni, evitare carenze e ottimizzare i percorsi di consegna. Gli operatori segnalano una riduzione dei costi logistici, meno chilometri percorsi e un miglioramento della sicurezza del personale, grazie alla diminuzione delle letture manuali in aree pericolose
La combinazione tra i sensori sommergibili WIKA, i moduli NETRIS®/NETRIS®2 e la piattaforma Oil Link
costituisce una soluzione completa, che va dalla misurazione al supporto decisionale logistico. Permette una gestione predittiva delle scorte, riduce gli interventi in campo e migliora la continuità operativa.
Desiderate maggiori informazioni sui prodotti IIoT o ricevere supporto nella scelta degli strumenti più adatti per la vostra applicazione? Visita il nostro sito web e non esitate a contattarci, gli esperti WIKA sono a vostra disposizione per offrirvi soluzioni su misura dedicate.

Per gli operatori degli impianti, la deriva di un sensore di temperatura fisso è spesso una vera e propria spina nel fianco. Questo problema, infatti, di solito viene rilevato solo durante la taratura successiva, ovvero quando è ormai troppo tardi! Fino a quel momento, infatti, potrebbe aver causato misure errate della temperatura, compromettendo così l’intero processo.
Il nuovo trasmettitore di temperatura T38 di WIKA consente ora di prevenire questo genere di difetti. La sua caratteristica principale è l’esclusivo rilevamento della deriva reale (TDD). Collegato a una specifica sonda di temperatura WIKA, monitora continuamente l’intero campo di misura per individuare eventuali deviazioni critiche. La tecnologia funziona per campi di misura da -50 °C fino a +500 °C. Questa combinazione fornisce un auto-monitoraggio completo del sensore, che si adatta perfettamente ai processi digitalizzati.
Le termoresistenze sono ampiamente utilizzate per monitorare le temperature di processo. Sebbene siano generalmente robuste, una sollecitazione persistente superiore alla media provoca una deriva del sensore, indotta ad esempio da temperature elevate, forti fluttuazioni di temperatura o umidità. Durante l’elaborazione del segnale del sensore, l’unità di lettura del trasmettitore di temperatura T38 rileva immediatamente qualsiasi deviazione critica della resistenza. È stato implementato un algoritmo intelligente per controllare e confrontare i valori misurati dal sensore abbinato e dall’elemento di misura campione. Il difetto viene quindi segnalato tramite il protocollo di comunicazione HART® o sul loop di corrente, consentendo all’operatore dell’impianto di reagire in tempo utile. Questo monitoraggio delle condizioni porta a interventi immediati e mirati. Altrimenti, una deriva non verrebbe rilevata fino al successivo controllo ricorrente basato su un piano di manutenzione definito. Pertanto, il rilevamento della deriva reale rende i processi più affidabili e sicuri.
Per il rilevamento della deriva reale, il trasmettitore di temperatura deve essere abbinato alla speciale sonda di temperatura WIKA. L’esecuzione della sonda si basa sul collaudato principio di misura della temperatura con un resistore al platino (RTD) in conformità alla norma IEC EN 60751. L’elemento di misura campione è installato parallelamente all’RTD nella punta della sonda ed è perfettamente adattato per ottenere risultati di misura e monitoraggio ottimali. Il sensore ha una caratteristica di resistenza conforme alla norma e lo strumento indica sempre il valore attualmente misurato. Il concetto alla base della tecnologia TDD impedisce all’elemento di misura campione e al suo segnale di calcolare la media o di distorcere il valore misurato. Poiché la sonda ha una geometria identica alle soluzioni convenzionali, è possibile aggiornare facilmente i punti di misura esistenti.
Il trasmettitore di temperatura T38 offre una notevole versatilità per tutti i settori dell’industria di processo. È disponibile in versione per montaggio in testina o su guida. La versione per montaggio in testina può essere integrata con un display a clip per la lettura in campo. Oltre alla sonda TDD, il trasmettitore supporta tutti i tipi di sensori più comuni, che possono essere collegati e misurati come sensori singoli o doppi. Il risultato è un sistema di misurazione della temperatura fatto su misura per una particolare applicazione, pronto per essere utilizzato immediatamente. Può essere integrato nel processo secondo il principio plug-and-play. Qualsiasi modifica della configurazione può essere effettuata facilmente e senza problemi tramite il protocollo HART®.
Per quanto riguarda le applicazioni di sicurezza, il trasmettitore di temperatura T38 è di prima classe. Entrambi i modelli di strumenti sono certificati SIL 2 in conformità alla norma IEC 61508 e sono approvati per l’uso in aree pericolose. Un cavo con guaina metallica a isolamento minerale, sviluppato appositamente per il rilevamento della deriva reale, supporta la resistenza dell’intero dell’intera sonda. Inoltre, il trasmettitore può essere abbinato alla nuova custodia da campo Ex d, modello PIH/PIR, che dimostra una spiccata resistenza alle temperature estreme, all’umidità, alle sollecitazioni meccaniche e agli effetti dell’acqua salata. Un’altra caratteristica di sicurezza è data dalla speciale esecuzione del terminale trapezoidale della versione per montaggio in testina del T38. L’area di serraggio molto ampia e l’accesso dall’esterno consentono di collegare senza errori sia la sonda che il loop di corrente.
Scopri di più sul sito dedicato al trasmettitore di temperatura T38.
Sul nostro sito web troverete ulteriori informazioni su WIKA e una panoramica di prodotti, settori e servizi offerti. Nello shop online WIKA troverete anche una vasta gamma di strumenti di misura standard. Non esitate a contattarci per qualsiasi domanda o informazione.
Leggi anche
Temperatura: che cos’è in realtà?
Termocoppia in zaffiro per reattori
Come scegliere i termometri meccanici
Calibratori a secco e bagni di calibrazione
I pozzetti termometrici sono dispositivi altamente efficaci per la protezione delle sonde di temperatura, come le termoresistenze (RTD), dai fluidi di processo presenti in una tubazione. Di solito sono inseriti perpendicolarmente al flusso, utilizzando una attacco flangiato. Tuttavia, il posizionamento e l’installazione dei pozzetti termometrici è una vera e propria arte. Ecco alcune delle domande più comuni che solitamente riceviamo dai clienti:
Ecco alcune risposte sulla selezione, il posizionamento e l’installazione dei pozzetti.
La corretta lunghezza di un pozzetto termometrico dipende in gran parte dal diametro della tubazione o del tubo. Una regola empirica è quella di inserire un pozzetto da un terzo a due terzi del diametro interno della tubazione di processo. Altre linee guida raccomandano che la lunghezza di immersione sia 10 volte il diametro della punta del pozzetto o un minimo di 50 mm (2 pollici) nella tubazione di processo.

Le punte elicoidali di un pozzetto termometrico rompono i vortici, rendendoli troppo deboli per provocare un affaticamento meccanico.
L’obiettivo è quello di bilanciare il potenziale guasto meccanico e il potenziale errore di misura. Da un lato, più lunga è la lunghezza di immersione, maggiori sono le possibilità che il pozzetto termometrico si pieghi o soffra di fatica meccanica a causa della velocità del fluido di processo. Dall’altro lato, minore è la lunghezza di immersione, maggiori sono le possibilità che gli utenti ottengano risultati di misura inaffidabili a causa di uno scarso trasferimento di calore. In sintesi, non esiste una lunghezza del bulbo perfetta per un pozzetto termometrico, ma un obiettivo di bilanciamento dei risultati.
Un modo per ridurre le vibrazioni e l’affaticamento meccanico è quello di utilizzare un pozzetto termometrico con esecuzione ScrutonWell®, che utilizza delle punte elicoidali per sopprimere le vibrazioni indotte dal vortice. Rigorosi test di resistenza hanno dimostrato l’efficacia dell’esecuzione ScrutonWell® come rompivortice.
La maggior parte delle volte, un pozzetto con una sonda di temperatura è sufficiente per una determinata sezione di tubo. Tuttavia, alcuni processi richiedono più pozzetti in una determinata area. L’accortezza principale da considerare quando si installano più pozzetti è di minimizzare la loro influenza l’uno sull’altro, fornendo al contempo una portata costante del fluido di processo. Ci sono due modi per farlo:

Pozzetto installato con angolo offset
Angoli di offset – In questo scenario, entrambi i pozzetti sono installati nella stessa posizione, ma con offset angolati l’uno rispetto all’altro. Avendoli nella stessa posizione non vengono influenzati a monte o a valle di un’installazione inline. I pozzetti devono essere installati con un offset angolare minimo per consentire una facile installazione e rimozione. Inoltre, le punte dei pozzetti devono essere sufficientemente distanti l’una dall’altra in modo da non influenzare le reciproche letture.

Pozzetto con installazione inline
Inline – Per garantire il flusso laminare nel processo, la distanza tra i pozzetti può variare da 10 a 100 volte il diametro del tubo, una gamma davvero ampia! I fattori determinano la distanza tra i pozzetti inline sono molteplici, ma una stima prudente è di 25 volte il diametro del tubo. Per esempio, in una tubazione con un diametro di 100 mm (4 pollici), la distanza tra le installazioni dei pozzetti è di circa 2,5 m: 100 x 25 = 2.500 mm (2,5 m)
L’installazione a gomito consente di posizionare l’area di rilevamento del pozzetto termometrico nella linea centrale del tubo, garantendo una posizione ottimale per la misura della temperatura di processo. L’installazione dei pozzetti termometrici in un gomito possono essere di due tipologie:

Pozzetto con installazione a gomito: A: rivolto a monte. B: rivolto a valle
Rivolto a monte – La punta del pozzetto (area di rilevamento della temperatura) è a monte di qualsiasi influenza, come la miscelazione o il turbinio, del gomito. Molti utenti preferiscono questa installazione a gomito rispetto a quella “rivolta a valle” (vedere il prossimo punto), anche se i calcoli del momento flettente secondo la norma ASME PTC 19.3 TW-2016 non rientrano nell’ambito di questa norma.
Rivolto a valle – La punta del pozzetto è a valle del gomito, il che significa che può essere influenzata da qualsiasi mescolanza o turbinio che il gomito provoca. Il vantaggio quando si eseguono i calcoli della frequenza di risonanza del pozzetto è che il fronte a valle assume un approccio conservativo e presuppone che si tratti di un’installazione perpendicolare.
La lunghezza, la distanza e la posizione del pozzetto sono le considerazioni principali per l’installazione di questi dispositivi di protezione, ma non sono le uniche. Occorre considerare anche questi altri fattori:
Sono molti i fattori che concorrono alla scelta del tipo, delle dimensioni e della posizione corretta di un pozzetto termometrico. Per maggiori informazioni su quale sia il giusto raccordo per il vostro particolare processo ed i vostri requisiti, o in quale posizione un pozzetto termometrico debba essere installato in una tubazione, contattate i nostri specialisti di misura della temperatura WIKA.
]]>L’acqua dolce è uno dei beni più importanti del pianeta. Un modo fondamentale per essere sicuri di non sprecare questo prezioso bene è quello di pulire e purificare le acque reflue in modo che possano essere restituite alla natura o alla rete idrica pubblica.
WIKA offre una selezione completa di strumenti per tutte le fasi di un impianto di trattamento. Ecco una panoramica delle tecnologie WIKA per il trattamento delle acque e delle acque reflue:

Fase preliminare del trattamento
I liquami e i fanghi sono fluidi difficili, che richiedono manometri estremamente robusti e trasmettitori da processo per tracciare le condizioni delle linee di influenza. Le termoresistenze (RTD) monitorano le prestazioni di pompe e motori che lavorano praticamente ininterrottamente. Gli elementi primari di portata rilevano piccoli problemi nelle tubazioni prima che diventino più grandi e più costosi.

Prima fase del trattamento
Gli schiumatoi meccanici rimuovono solidi e grassi, mentre i prodotti chimici aiutano la coagulazione, la flocculazione e il condizionamento dei fanghi. I pressostati compatti nei sistemi di iniezione montati sugli skid assicurano che le acque reflue ricevano la giusta quantità di sostanze chimiche. Le sonde di pressione immergibili per la misura di livello aiutano a prevenire il trabocco in bacini e canali.

Seconda fase del trattamento
Un modo efficiente per ridurre la biomassa è quello di incoraggiare i batteri esistenti ad abbatterla. Per i processi che infondono ossigeno nelle acque reflue (trattamento aerobico), i manometri differenziali rilevano se i dischi di aerazione sono liberi o bloccati. I trasmettitori di temperatura fanno in modo che i digestori siano ottimizzati per l’attività anaerobica.

Terza fase del trattamento
Dopo le tre fasi precedenti, le acque di scarico contengono ora solo TSS (solidi sospesi totali). Membrane ad osmosi inversa (RO) setacciano grandi agenti patogeni e limo; i manometri con separatore monitorano questo processo. Gli agenti chimici e/o la luce UV uccidono i microrganismi rimanenti.
Gli specialisti della strumentazione di WIKA hanno contribuito a costruire alcuni dei più grandi impianti di trattamento delle acque reflue urbane del mondo. Questo bagaglio di conoscenze ed esperienza ci permette di offrire ai nostri clienti un servizio e una consulenza eccezionale su tutti gli aspetti del trattamento delle acque reflue, dalla progettazione iniziale alla manutenzione e alla taratura.
Scarica la nostra brochure dedicata o contattateci per ulteriori informazioni.
]]>